Epimenide di Creta, il saggio che dormì 57 anni

Epimenide di Creta

Una vita fuori dagli schemi

Epimenide di Creta è sicuramente una delle figure più fumose e bizzarre, ma anche più intriganti, di cui i testi antichi ci abbiano lasciato testimonianza. In un certo senso, la sua vita si colloca agli albori della civiltà greca (tra i secoli VII e VI a.C.), molto prima dello splendore dell’età classica, quando la vita si organizzava ancora in piccole comunità di contadini e pastori. Era originario di Cnosso, o forse di Festo: città cretesi dal glorioso passato, ma che ai suoi tempi erano ormai ridotte a piccoli villaggi. A Creta il giovane Epimenide viveva come pastore, e fu proprio quando il padre lo mandò in cerca di una pecora dispersa che avvenne qualcosa di molto insolito. Epimenide infatti, durante la ricerca decise di prendersi un attimo di riposo. Trovato riparo dal sole in una grotta, cadde addormentato. Al suo risvegli proseguì la ricerca, ma non ci fu modo di trovare la pecora scomparsa. Ebbe una grande sorpresa quando tornò a casa e non vi trovò più la sua famiglia, ma altri inquilini, e non riconosceva nessuno di quelli che abitavano nel villaggio.Questo finché non fu riconosciuto dal suo vecchio fratellino, ormai anziano: da lui Epimenide apprese di essere stato lontano dal proprio villaggio per ben 57 anni, tanto lungo era stato il suo sonno nella grotta. Questa non è l’unica stranezza che si tramandava riguardo a Epimenide. Si riteneva infatti che egli avesse anche altri poteri soprannaturali, come la facoltà di far uscire e rientrare la propria anima dal corpo e che si nutrisse con una sostanza col potere di togliere la fame semplicemente bagnandone le labbra. Tale sostanza sarebbe stata un dono delle ninfe, dalle quali alcuni ritenevano che fosse stato allevato, e che Epimenide conservava in uno zoccolo di bue. Ma la cosa forse più sorprendente era la sua pelle: quando morì – si narra – nientemeno che all’età di 157 anni, si scoprì che la sua pelle era ricoperta di strani segni, tanto che ne nacque un modo di dire: “la pelle di Epimenide” per riferirsi a cose misteriose e incomprensibili.

Sapiente e purificatore

Epimenide ebbe fama di uomo saggio, tanto che alcuni autori lo inserirono nel novero dei 7 Sapienti, e dovette godere di una certa fama già alla sua epoca, se fu scelto proprio lui per purificare Atene dalla peste. Infatti, una delle poche notizie sicure su Epimenide sembra essere il suo viaggio ad Atene, dove fu chiamato per purificare la città da una pestilenza che aveva colpito la città a seguito di un sacrilegio. Qualche tempo prima infatti, il nobile ateniese Cilone aveva tentato senza successo di prendere il potere ad Atene occupando l’Acropoli, ma le sue trame erano state scoperte. Egli riuscì a scappare, ma i suoi seguaci furono uccisi mentre si presentavano come supplici della dea Atena, che aveva il suo tempio sull’Acropoli. Secondo le consuetudini antiche i supplici erano inviolabili, ucciderli era un grave crimine, e chiunque avesse compiuto questo crimine rischiava di infettare l’intera città. Fu deciso quindi di esiliare dalla città l’uomo ritenuto autore di questo gesto, Megacle della famiglia degli Alcmeonidi. Non solo: anche tutta la sua famiglia fu esiliata, le ossa dei suoi antenati dissepolte e gettate oltre i confini della città, perché tutta la sua stirpe era ritenuta fonte di contaminazione. A quanto pare tutto questo non bastò, un’epidemia si abbatté sulla città e si decise di chiamare un professionista per risolvere la situazione: Epimenide. Costui fece cessare il male tramite sacrifici, e secondo alcuni qui conobbe Solone, al quale diede disposizioni che poi questi integrò nelle sue famosi leggi. Si narra che non volle alcuna ricompensa personale per il suo operato, solo una nave che lo riportasse in patria e l’alleanza della sua città con Atene.

Areopago
Collina dell’Areopago, con vista sui Propilei dell’Acropoli (Atene). Epimenide si sarebbe mosso proprio da questa collina per effettuare i suoi rituali di purificazione.

Gli oracoli di Epimenide

Sappiamo che Epimenide scrisse molte opere, ma purtroppo esse sono andate tutte perdute. Ci rimangono solo pochi frammenti, fra cui il famoso “paradosso del mentitore”, quello dove Epimenide, che è cretese, afferma che tutti i cretesi sono bugiardi. Ma Epimenide era famoso anche per i suoi oracoli. Diceva infatti che, durante il suo lungo sonno, aveva conversato come in songo con Aletheia (Verità) e Dike (Giustizia), e che da esse aveva appreso molte delle sue conoscenze. Si diceva che avesse previsto la sconfitta degli Spartani a opera degli Arcadi, l’importanza che avrebbe assunto per gli Ateniesi la collina di Munichia presso il porto del Pireo e anche la sconfitta dell’esercito persiano. Forse tali oracoli erano trascritti su una pelle, cosa che dette adito alla leggenda della “pelle di Epimenide” ricoperta di segni cui abbiamo accennato. Grazie ad Aristotele sappiamo anche che Epimenide non si cimentava soltanto nelle profezie sul futuro, ma anche sul passato: egli indagava il passato e aveva il potere di conoscere le cose già avvenute, ma oscure e difficili da ricordare. Questa sua capacità è stata talvolta interpretata come una prima forma di pensiero storico, cioè indagine sul passato.

Epimenide è una delle prime certe figure storiche dell’antica Grecia, benché sulla sua persona si siano accumulati tanti aneddoti. A metà tra il mistico e il saggio, vissuto in un’epoca in cui non esisteva ancora una netta distinzione tra di queste due figure.

Ciao! Mi chiamo Flavio e da sempre provo una grande passione per tutto ciò che proviene dal mondo antico. Dopo una laurea in Scienze Storiche ho deciso di aprire Storia Antica, per fare un po’ di sana divulgazione e condividere alcune delle cose che ho imparato negli anni di studio.

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